Le origini del tarallo pugliese

Durante il 1400, nel periodo in cui la fame dilagava e bisognava combattere contro la povertà, una umile madre per poter sfamare i suoi figli diede sfogo alle idee. Potremmo dire SANTE MAMME!

Riuscì a recuperare dalla sua cucina della farina, sale, olio extravergine d’oliva e vino bianco. Dopo aver preparato l’impasto, decise però di dare una forma particolare al suo piccolo esperimento. Così creò due striscioline sottili di massa e le chiuse ad anello, questo forse per dare una forma ‘preziosa’ alla sua creazione. Li fece prima bollire, poi li passò in forno e finalmente li servì ai suoi bimbi 👶.

Grazie proprio alla doppia cottura, i taralli vennero croccanti e gustosi.

E così tra un passa parola ed un altro, i taralli cominciarono ad introdursi nelle tavole anche dei nobili del tempo. Finchè non siamo arrivati ai giorni nostri, dove ancora possiamo trovare delle realtà che continuano a produrre il tarallo secondo la tradizione della mamma! Tra le quali ci siamo anche noi della Quattroemme.

Ma le curiosità non sono finite qui, perchè dietro il tarallo si cela un velo di mistero.

Qualcuno sa perchè il tarallo si chiama così? 🤔

Ancora oggi non vi è certezza del perchè il tarallo si chiami così, c’è chi dice che il nome nel corso del tempo sia cambiato a causa delle diverse influenze. Fatto sta che possiamo dividere le diverse origini in quattro significati:

  • Dal francese antico danal, pane rotondo
  • Dal greco daratos, sorta di pane
  • Dal latino torrere, abbrustolire
  • Dall’italiano tar, che significa avvolgere.

Insomma possiamo dire che d’influenze ce ne sono state davvero tante.

Speriamo di avervi incuriosito, e se volete assaggiare il tarallo come da tradizione non vi resta che dare un occhiata al resto del sito😙

Articolo a cura di: Giorgia Loconsole